Il percorso delle 12 fontane del Lavandou - Campeggio Clair de Lune - Francia - Hyères - Penisola di Giens - Var (Provence Côte d'Azur)

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Il percorso delle 12 fontane del Lavandou

La baie du LavandouComune del VAR esteso su 12 km sulla costa mediterranea con scogli e le sue 12 spiagge dalla sabbia fine, Le Lavandou é a 40 minuti di macchina dal camping

  • Ambiente naturale di pini, mimose, eucalipti, piante grasse e palme.
  • Fondo sottomarino eccezionale..
  • Pesca e passeggiate in mare.
  • Feste tradizionali.

Itinerario a partire dal camping

Cartoline du Lavandou

Carte postale du LavandouCarte postale du LavandouCarte postale du LavandouCarte postale du LavandouCarte postale du LavandouCarte postale du LavandouCarte postale du Lavandou

Un piccolo giro di Storia

L'itinerario dell'impero Romano é menzionato tra il porto di Fréjus e quello di Pomponiana (Giens) tre stazioni da est a ovest : Sinus Sambracitanus (Saint Tropez), Heraclea Caccabaria (Cavalaire) e Alconis (rade de Bormes).

E' probabile che non distante dal Lavandou, senza dubbi nella baia de Cavalière, che i greci stabilirono la stazione d'Alconis, residenza di lusso e luogo di predilezione dei latini sulla costa Varese.

Nel 1376, quella che divenne dama Catherine de Sienne, porto' il papa Gregorio XI D'Avignon a Roma, quando una forte tempesta l'obbligo' a navigare senz'altra scelta nella baia di Sanary. Il santo padre rifiuto' di sbarcare e continuo' nonostante fosse pericoloso.

Catherine prosegui' il suo cammino a piedi e si rese a Toulon dove esegui' un miracolo. Scortata fino alle porte della città dalla popolazione riconoscente, si imbarco' al Lavandou dove la barca papale doveva arrivare. Questa é una delle versioni dell'itinerario del viaggio di questo papa.

Nel 1481 il re Luigi XI era gravemente malato nel suo castello di Plessis les Tours. Il suo medico Coittier avendo sperperato le sue risorse della scienza fu rimpiazzato dal Re che comando' ad uno dei suoi fedeli Guinot Bussières di andare a prendere l'eremita calabrese Francois de Paule, celebre per i suoi miracoli.

Cedendo all'insistenza del santo padre e del Re di Napoli, pregato dal Luigi XI, il santo partito di Paterne, s'imbarco' su una nave regale a Ostia e non aveno potuto sbarcare a Marsiglia, infestata dalle peste, torno' indietro e prosegui' via terra, nel 1482 al Lavandou con due religiosi e li invio' dal Re di Francia.

Il santo lascio' la sua nave a mezza terra su una roccia toccata dall'acqua dove sono ancora incise le impronte dei suoi passi e quelle del suo bastone di viaggio. Prima di proseguire il suo viaggio, il santo si diresse a Bormes dove porto' la peste.

Nel 1524, le truppe del Conte di Bourbon si diressero verso Toulon mirando il seggio davanti al castello di Bormes e di Bréancon e devastarono la zona del Lavandou nel 1529, com'era già successo nel 730 e nel 1393, i corsari des Maures saccheggiarono la regione e bruciarono Bormes.

Nel 1674, troviamo già menzionato Le Lavandou negli archivi departamentali di Draguignan. I registri parrochiali donano degli elementi sull'evoluzione della popolazione : 1680 : 146 abitanti, 1906 : 776 abitanti, 2002 : 5300 abitanti.

La piccola frazionev vive essenzialmente grazie alla pesca e sono circa 150 i pescatori di origine genovese e catalana che sono in attività.

Dieci anni dopo la flotta di Carlo Quinto comandata dall'ammiraglio genovese André Doria distrusse quel poco che i barbarici avevano lasciato.

Nel 1706, una forte squadra anglo-olandese, composta da 66 navi e 34 trasporti, comandata dall'ammiraglio Showel sbarco' tra l'isolotto di Bagaud e le Cap Bénat.

In seguito ci fu un periodo di pace relativa fino alla rivoluzione. Le Lavandou e le sue frazioni non furono risparmiate dalla tormenta rivoluzionaria. Nel 1794, un certo Bonaparte, generale d'artiglieria, ancor poco conosciuto ispeziono' i territorio del Lavandou e di Brégançon.

Un grande salto nel tempo e l'ultima pagina di storia del Lavandou é scritta nel 1942 quando il generale Giraud, condotto da un pescatore del paese, s'imbarco' clandestinamente al largo di Saint Clair a bordo di un sottomarino inglese per prendere comando delle truppe francesi in Africa del nord.

Nella notte del 15 agosto 1944 ebbe luogo lo sbarco dei commandi africani, sulla spiaggia Cavalière e le rocce del Cap Nègre...

L'origine del nome "Lavandou"

La parola "LAVANDOU" fa subito pensare alla "Lavanda", questo é normale perché le due parole si somigliano molto.

Una varietà di Lavande cresce effettivamente sulle colline Maures (lavandula stoechas) ma il nome provenzale di questa lavanda é Queirélé.

E non va dimenticato che sessant'anni fa, parlavamo nei nostri paesi solo il provenzale, o quasi. Come avremo quindi potuto trasformare la parola queirélé a Lavandou !!

Cio' che sembra più certo, é scritto nella Félibrige di Frédéric Mistral, il grande poeta provenzale, che ottenne il premio Nobel di letteratura. Leggiamo a pagina 195 del suo secondo libro : Lavandou - LAVANDOU (Var) sinonimo della parola "lavoir" (lavaggio) .

Per sostenere questa tesi il comune del Lavandou possiede un dipinto di Charle Ginoux che rappresenta la frazione del Lavandou nel 1736 dove vediamo in primo piano i lavatoi dove le donne dei pescatori lavavano il loro bucato.

Nascita amministrativa del Lavandou

Une plage du LavandouIn origine il Lavandou era un quartiere del comune di Bormes, ma nel 1909 divenne opportuno di reclamare la sua autonomia comunale. Al termine di un lungo processo d'autonomia, il gpverno separo', dal comune di Bormes, tutto il territorio compreso tra la punta del Gouron a ovest, il burrone di Fontalde Pramousquier a est e a nord del fiume Mole, circa 2.975 ettari.

Il consiglio di stato adotto' un progetto di legge erigendo Le Lavandou come comune. Questa legge, votata il 27 marzo dalla camera dei deputati, adottata dal senato il 20 maggio fu promologata dal presidente della repubblica Raymond Poincaré il 25 maggio 1913; Le Lavandou accesse cosi' allo stato di comune indipendente da quello di Bormes.

La storia del "Castello" del Lavandou o "Villa Louise"

Accanto all'ufficio di turismo, si trova un imponente struttura, detta 'Il Castello". La sua costruzione sulla spiaggia e a pochi metri dalla cità antica, é stata portata a termine nel 1881 dopo 40 anni di lavori forzati.

Il suo proprietario di quei tempi, il Signor Honnoraty, prospero erborista tulonnese ( al quale dobbiamo l'introduzione del kaki in Francia) s'imbarcava spesso al Lavandou da Port-Cros alla ricerca di piante medicinali. Grande viaggiatore, si ispiro' a uno stile architettonico dei bordi del lago de Gardedi Garda, che somiglia fortemente alla nostre costruzioni provenzali. Le pietre vengono da Tourris e alcuni luri misurano non meno di 80 cm di spessore.

Una terrazza completerà l'edificio nel 1930. All'inizio del secolo "Il Castello" divenne una pensione di famiglia prima di diventare la "Villa Luise" e accogliere dei religiosi durante la guerra del 1940. Da allora, un ristorante si é instaurato e giusto la strada per il porto lo allontana dal mare. Il simbolo del Lavandou, lo ritroviamo su tutte le vecchie cartoline.

Il Percorso delle 12 fontane del Lavandou

Fontaine au Lavandou La fontana simboleggiala vita e in ogni paesino in Provenza ne vedrete uno ogni angolo di strada o all'ombra di un maestoso platano.

Al Lavandou, abbiamo 12 fontane che dinstillano acqua come offerta di benvenuto :

  • La Fontana des Trois Dauphins.

Essa rappresenta le armonie del Lavandou con i suoi delfini e il suo leone circondato da foglie di querce e ulivi.

  • Le Bassin de la Place de Mado.

Ricorda l'antico lavatoio del quartiere della stazione all'epoca di un piccolo treno di Pignzs soprannominato « le mascaroun » (il nero)

  • La Fontaine Hippolyte Adam.

Omaggio al celebre banchiere che arredo' la residenza al Cap Layet e precursore del Lavandou turistico.

  • Il « Lavandou ».

Etimologia probabile dell'origine del nome "lavandou", all'epoca dove i Bugadieri lavavano il bucato dei pascatori.

  • Le Miroir aux Oiseaux. Ai piedi du Square des Héros
  • La Fontaine Argaud.

Appoggiatasi sulla trama offerta dalla famiglia del famoso aviatore.

  • La Fontaine du Jumelage.

Messaggio di speranza du Lavandou in direzione dell'Europa e della sua città gemellata Kronberg (vedi anche la maestosa fontana alla rotonda di Kronberg)

  • La Fontaine de la Belle Source.

La leggenda narra che questa apporti l'acqua dalla Alpi senza mai variare il suo colore, restando sempre fresca.

  • La Borne-fontaine du Jeu de boules.

Sul battello Gabriel Péri in segno di amicizia con la città di Bormes les Mimosas, simboleggiata da un leone, dalla quale le Lavandou é uscita libera nel 25 maggio 1913.

  • La Fontaine de Saint-Louis.

Un muro abbellito da piastrelle antiche nella sobrietà della pietra e la forza della fede.

  • La Fontaine de Saint-Clair.

Poco lontano dal vecchio Hermitage de des Pénitents Blancs où Saint-Clair che guariva la cecità.

  • La Fontaine de la Place Bourdan.

Sulla trama ombraggiata di Cavalière, a due passi dal tempio di Hercule e dal porto Gerco Fenicio d'Alconis.

Monumenti da visitare :
  • La piazza Ernest Reyer : lei é il punto di centro città. E' anche nominata e omaggiata al compositore Ernest Reyer (1823 - 1899)
place Ernest Reyer : elle fait office de centre ville . Elle est ainsi nommée en hommage au compositeur Ernest Reyer (1823 - 1899) il che rende la fama della località.
  • Espositione Archeologica subaquea : possiamo vedervi dei relitti antichi e moderni, dei rest dell'epoca greco-romana trovati nel porto di Lavandou.

Per maggiori informazioni sul sito dell'ufficio du tourisme du Lavandou

Crique au Lavandou

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